savestreetartbianco.jpgPerché facciamo il festival?

Per stare insieme e divertirsi, ovviamente. Per distrarsi dalla monotonia, per passare giornate indimenticabili, per stupirsi, emozionarsi, dare un respiro all’animo.
Ma non solo…
Per amore dell’arte, pratica “inutile” come scrive Oscar Wilde nell’ultimo punto della prefazione a “Il Ritratto di Dorian Gray” che dà il nome alla nostra associazione. Inutile perché evidentemente non si inserisce nell’etica del mondo del profitto e della civiltà dei consumi. Ma “necessaria” come libera attività creatrice, come valore “spirituale”. La sua inutilità è necessità per lo spirito. Il regista russo Tarkovskij, tra i tanti, affida all’arte la ricerca della Verità: “…lo scopo di ogni arte […] è quello di spiegare a se stessi e a chi ci sta intorno perché vive l’uomo, qual è il significato della sua esistenza, di spiegare agli uomini qual è la ragione della loro apparizione in questo pianeta. O, se non di spiegarlo, di porre loro questo problema…”. Verità, che è in ognuno di noi, ma è comunque l’oggetto della nostra ricerca, nostro bisogno insopprimibile. L’artista è colui che, la verità, la imprigiona nella sua opera, e quando l’uomo incontra l’arte questa gli svela se stesso. “Artisti in Piazza” anche per conoscere se stessi dunque.
E conoscere gli altri. Per incontrarsi, scambiare opinioni. Per confrontare le diverse culture, per viaggiare il mondo rimanendo in un sol luogo ed accorgersi che il diverso non è poi così diverso da noi. Per capire che l’essenza dell’uomo è una, comune a tutti, al di là del colore della pelle o della lingua che si parla. Per allargare la mente, quindi. E ritrovarsi tutti in una sola grande anima.
Ma anche per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla valorizzazione e la regolamentazione dell’arte di strada, arte antica che affonda le radici nella tradizione della Commedia dell’Arte e che va salvaguardata, perché parte del nostro patrimonio culturale. Sino a pochi anni fa, per la legge, era associabile ai reati di accattonaggio e disturbo della quiete pubblica. Nel 1998, in occasione della seconda edizione di “Artisti in Piazza”, la Giunta Comunale ha reso attivo un regolamento con cui Pennabilli si è aggiunta alle città (poche a quel tempo) che hanno dichiarato formalmente di gradire le esibizioni in strada. Da allora, il sottotitolo dei cartelli segnaletici che danno il benvenuto a chi arriva, non è più “PENNABILLI – località turistica 620 m. s.l.m.” ma “PENNABILLI – Città amica degli artisti di strada”. Un festival per fare un passo avanti.
Arrivati a questo punto chiediamo a voi, spettatori, di fare una riflessione: “Artisti in Piazza” è inutile?

Ass. Ultimo Punto