EMIGRANTI
Compagnia teatrale 
Presenta

RITORNO A GUERNICA
Scritto e diretto da Attilio Folegatti
Un'idea di Pablo Picasso.
Spettacolo in atto unico con tre quadri di drammaturgia fisica e testuale..

Per la stesura del testo Folegatti si è ispirato alla corrente del Teatro Panico, in particolar modo all'esempio di Fernando Arrabal con il quale l'autore si mantiene in contatto da tempo.
Il noto drammaturgo spagnolo, ormai parigino d'adozione, si sta attualmente occupando della recensione del testo per l'annunciata pubblicazione in francese di "Ritorno a Guernica".


Attilio Folegatti con Fernando Arrabal

"Un occhio guarda, imperturbabile, un bimbo morire tra le braccia della mamma.
Un soldato si frantuma come marmo di statua, una donna precipita con un grido soffocato in gola, un cavallo agonizzante impazzisce per un dolore che non comprende. Tra questi corpi feriti, un toro si staglia placido volgendo altrove lo sguardo."

Così Picasso racconta nel quadro Guernica il bombardamento della città spagnola avvenuto nel '37. Investita dall'immaginazione del pittore la violenza della guerra diventa forza che deforma i corpi, cancella i colori, disintegra la realtà in un turbinio di forme spezzate.

 E' questo quadro la sorgente da cui è scaturito il testo drammatico "Ritorno a Guernica", scritto da Attilio Folegatti, regista della compagnia "Emigranti".
 
 

Simbologia in Picasso Personaggi in Ritorno a Guernica  Interpreti
Bambino morto  Lucio Andrea Giannattasio
Toro Rachele,la madre Emanuela de Amicis
Guerriero  Carlo, il padre Pier Paolo Paganelli 
Portatrice del lume  Lisa,la sorella Cinzia Mela
Madre  Eva, la fidanzata Benedetta Conte
Occhio centrale  L'uomo del prologo; lo psicodrammatista Simone Rondelli 
Fuggitiva  Prima attrice; la donna del prologo Emanuela D'Agostino
Donna che cade  Seconda attrice; ballerina Veronica Pacciotti
Cavallo  Attore; ballerino Filippo Martinetti
Uccello bianco  Margherita; la gatta di famiglia  La gattina di Attilio

Folegatti ha intuito la potente forza drammatica che animava il quadro: ogni personaggio è portatore di un significato che lo stesso Picasso ha indicato.
 
 

Il toro simbolo della nazione,
anacronistico e inutile orgoglio, 
incapace di proteggere i suoi figli
La madre incarna l'implorazione senza 
risposta alla nazione.
Il bambino morto simboleggia l'innocenza 
uccisa dalla guerra
Il guerriero rappresenta l'esercito succube
a sua volta della sua stessa violenza
Il cavallo rappresenta l'agonia e dal suo corpo ferito 
fuoriesce un uccello bianco 
che si innalza verso l'alto
Uccello bianco simboleggia l'anima immortale
che anela alla purezza.
Portatrice del lume simbolo dell'occhio che osserva senza intervenire, 
l'Europa che guarda senza impedire la tragedia
La Fuggitiva nel trascinare il proprio corpo esprime 
l'ansia di salvarsi
La donna che cade simboleggia nella caduta e nel grido
il terrore della morte

Sono questi nove personaggi , e l'evidenza plastica dei loro gesti a soggiogare la fantasia creatrice di Folegatti che decide di scrivere il testo di "Ritorno a Guernica" per dare loro vita; 

Sul palcoscenico i nove attori vanno a trasformare lo spazio bidimensionale del quadro, un'immensa riproduzione del Guernica di Picasso e quello immaginativo del testo.
E' la verità con cui gli attori si muovono sul palco a catalizzare l'attenzione dello spettatore. Fin dall'inizio il pubblico è trasportato dentro lo spazio dell'azione, non può rimanere indifferente a ciò che sta accadendo: la penombra avvolge il palcoscenico, si intravedono appena le macerie di case distrutte, e tre spettrali sagome sullo sfondo che recano tre lumicini. Il suono di una sirena d'allarme che annuncia un bombardamento invade il teatro mantenendo lo spettatore in uno stato d'inquietudine. Un faro comincia ad illuminare il pubblico come se cercasse qualcuno.
Dalla sua comoda poltroncina lo spettatore è scaraventato nella tragica tensione della guerra. 

"Ritorno a Guernica" è denuncia di drammi famigliari dove i ruoli sono deformati, e i legami si nutrono di paura, indifferenza, violenza, perversione. Al momento stesso è denuncia di un'altro dramma, quello della guerra civile: un odio che trasforma in nemico chi abita la stessa terra e parla la stessa lingua.

Il dramma familiare ruota attorno allo stupro compiuto dal padre sul figlio, attorno alla madre cieca che sa, ma che usa la sua cecità per non vedere,attorno la sorella che si fa complice del padre.
La fantasia visionaria di Folegatti racconta lo squallido gesto dello stupro con una metafora dove l'ambiguità del testo è contraddetta dalla verità del corpo: il padre insegna al bimbo il piacere di giocare col fango e lo sporca, macchiandolo della sua lussuria.
 
 

La storia privata di una violenza familiare confluisce in una storia più grande, quella della guerra del '37 e ancora sarà metafora d'ogni guerra civile dove il padre alza il braccio contro il figlio, e la madre, simbolo della stessa patria che ha dato loro la vita, rimane indifferente, come cieca.

Ritorno a Guernica è un modo nuovo, mai scontato di raccontare la guerra, scatena emozioni forti, entra nelle viscere. Nessun discorso moralistico contro la guerra, lo spettatore assiste ad una scena che parla con l'evidenza dei gesti, un figlio aggredito dal padre, da colui che dovrebbe proteggerlo. Una violenza assurda, senza ragione. 

Lo spettacolo si rivolge al pubblico come ad un partner, gli attori cercano il contatto con gli spettatori dando un esempio di sacrificio mostrando se stessi senza più maschere, nel tentativo estremo di ridurre anche l'ultimo terribile filtro che li avvolge: il teatro.Non esiste sipario, o palcoscenico, lo spazio vissuto dagli uomini in scena è lo stesso spazio condiviso dagli spettatori. Quando i fari che illuminano il dipinto andranno a spengnersi, le figure umane in rilievo sul fondale scivoleranno dentro la platea, nella più totale oscurità .La luce sorprenderà poi il palco completamente vuoto; gli attori saranno seduti tra il pubblico, chi occupando le sedie libere, chi seduto sul pavimento tra le persone. Non verrà dato spazio a saluti finali o ad applausi distaccati. 

Folegatti e il percorso con gli attori:


(Immagini dal backstage)

Per il modo stesso in cui è costruito, "Ritorno a Guernica" è anche un modo per riscoprire la forza di quel linguaggio che è prima delle parole, il linguaggio del corpo. Rifiutando un'impostazione classica della costruzione drammaturgica, Attilio Folegattsi muove sulle orme del grande maestro Grotowski e come lui insegue l'incontro di verità e teatro. L'attore, allora, non è più colui che perde se stesso per immedesimarsi nel personaggio. Nella sua ricerca teatrale Folegatti spinge invece l'attore a riconquistare se stesso, i propri ricordi, la propria memoria emotiva. 
Teatro come gesto, come lavoro sul corpo affinché la fisicità recuperi la sua capacità di esprimersi. Durante le prove, senza conoscere il testo, gli attori, guidati dal regista, hanno lavorato per mesi alla realizzazione di una partitura gestuale 

Per contatti:  Attilio Folegatti Cell. 0349 8225365 
emigranti@libero.it


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