HUKA HEY
MOVIMENTO IN DIFESA DEI NATIVI AMERICANI


SCHEDA DI HUKA HEY- MOVIMENTO IN DIFESA DEI NATIVI AMERICANI

IL MONDO DI ANTILOPE CHE CORRE

"Quando siete giunti in questo continente avete trovato un popolo di pelle rossa. Era in armonia con tutti gli esseri viventi. Ma voi non avete visto la sua bellezza sul cammino della vostra civiltà', guardate ora la disperazione che gli ha dato l'avervi conosciuto. E in quella disperazione ammirate quella che ogni giorno date a voi stessi."

Nuvola Azzurra, Sioux Lakota.

Con questo monito si apre il primo libro di Domenico Buffarini, IL POPOLO DEGLI UOMINI: GLI INDIANI D'AMERICA che in 150 pagine ci regala una panoramica sull'ambiente e la vita quotidiana, sulla spiritualità' e la "lunga morte" degli indiani d'America.

Domenica Buffarini, romano di nascita, Lakota di adozione, vive da 30 anni a Vicenza dove nel 1994 ha fondato il circolo culturale MITA - KUYE - OYASIN (Nell'Universo siamo tutti parenti).

"Noi non proponiamo la cultura indiana come una cultura perfetta." - spiega Bufarini - "Diciamo solo che i valori profondi di quella cultura sono i nostri stessi valori profondi. Toro Seduto, sugli uccelli, diceva le stesse cose di San Francesco... Poi vogliamo fare in modo che si possa superare l'idealizzazione della cultura indiana come luogo simbolico dove attingere le energie per superare le difficoltà della nostra vita quotidiana. Quindi raccogliamo dei soldi facendo il contrario di quello che fanno mille falsi sciamani che hanno deciso di fare soldi sugli indiani."

La passione per il mondo degli indiani d'America inizia per Domenico "Antilope che corre" Buffarini (il nome "Antilope che corre" gli è stato dato dagli indiani per una sua certa qual inclinazione per le lezioni amorose) fin da ragazzo, ..."quando andavo a vedere i film di indiani e cow boys e notavo che tutti i bambini che al cinema inneggiavano alla calata dei visi pallidi, quando giocavano volevano tutti chissà perché fare la parte degli indiani e non quella dei soldati americani..."

Nel 1969 Buffarini si trovava a Parigi a seguire una prolusione accademica dell'antropologo Claude Levi Strauss: quelle parole si scolpirono nella testa di "Antilope che corre" che sentì quanto profonda sia la riconoscenza che l'uomo bianco ha e avrà per sempre nei confronti di questi popolo.

Dal 1976 in poi prende armi e bagagli e va a vedere con i suoi occhi cosa c'è laggiù, fra le tribù del South Dakota, non importa che siano Sioux (ovvero Lakota), oppure Irokesi del Canada, Apache, Hopi, Crow o Cheyenne.

"Tutti si aspettano che le riserve indiane somiglino agli accampamenti che hanno visto nei film: ma è una cosa del tutto diversa...L'ottanta per cento degli indiani vive in case di muratura e poi basta pensare alla riserva Apache dell'Arizona: ci sono 11 camping, 26 laghi artificiali, 3 motel e un certo numero di centri commerciali e tutt'intorno...tremila antilopi...E' incredibile la loro capacità di far marciare quello che noi chiameremmo il progresso tecnologico insieme al rispetto per la terra dei padri. tra gli Osage - continua - lo sfruttamento delle riserve petrolifere è l'attività economica principale. Gli irokesi del canada, con la stessa scusa che un loro rito iniziatico prevede un'incisione al ginocchio che, in quanto centro dell'equilibrio, toglie loro per sempre la sensibilità alle vertigini, forniscono i carpentieri per i grattacieli di tutta l'America."

Nel 1992 conosce Jimmi Kelso, della tribù dei Sauk Fox. Abitava anch'egli a Vicenza e nei pochi mesi che il destino ha regalato loro (Jimmi è morto nel 1993) hanno avuto un rapporto intensissimo, da fratelli. Jimmi Kelso ha convinto Buffarini a scrivere il libro IL POPOLO DEGLI UOMINI e i diritti d'autore sono stati devoluti alla sua tribù decimata e deportata nel 1831 dall'Illinois all'Oklahoma.

Ma perché aiutare proprio gli indiani, una civiltà così lontana ? si potrebbe chiedere qualche moralista dalla critica facile. "Gli indiani sono stati il popolo più sistematicamente martoriato dell'intero globo terrestre: tutto si tiene, tutto ritorna, e se io riesco a fare qualcosa per loro, sarà come se l'avessi fatta per tutti."

Domenico Buffarini in compagnia di altri due amici (chiamati "indiani del cuore" per loro amore verso questo popolo) ci trasporterà con la fantasia nei verdi pascoli americani e nei grandi laghi del Nord.

Interpreterà i pensieri di Alce Nero, racconterà la vera storia di Cavallo Pazzo, ricorderà piccoli aneddoti indiani e svelerà i misteri dei riti e delle preghiere indiane. ""Loro dicono che a noi il tabacco fa male perché non loro rispettiamo: non bisogna respirarlo, ma solamente inalarlo, perché il tabacco è una cosa che si offre a Dio..."

Ma saranno sempre loro i protagonisti, questi uomini veri, semplici, amanti della natura, e con i segni del Grande Spirito nel cuore.

In settembre uscirà anche il secondo libro di Domenico "Antilope che corre" Buffarini: NON SIAMO OMBRE ROSSE: GLI INDIANI OGGI edito dal Circolo Mita - Kuye - Oyasin: approfitterà dell'occasione per la presentazione dello stesso e per svelare qualche retroscena curioso dei suoi ultimi studi.


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Per informazioni: 0444 500203

 

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