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LA GABBIA DELLA FANTASIA Cenni storici
La prima esposizione delle opere di artisti emergenti venne allestita
nel 1997 all’interno delle prigioni del castello Malatestiano di Pennabilli,
il poeta Tonino Guerra coniugň l’incontro tra il luogo e l’arte intitolando
la mostra "La Gabbia della Fantasia". I silenzi delle stanze, il respiro degli spazi, le voci dei corpi. Queste le fotografie racchiuse all´interno della IX edizione della "Gabbia della Fantasia" per aprire al pubblico il mondo dei giovani fotografi emergenti. Sono studenti della Facoltà di Architettura di Cesena che, giunti al termine del loro percorso di studi, hanno maturato e condiviso la passione per la fotografia. Una passione che si riscopre e si legge nella ricerca dei contrasti del bianco e nero, nella rielaborazione delle emozioni lasciando intuire una ricerca personale delle diverse tecniche che rendono quest´alchimia un´arte. La mostra è introdotta dalle immagini del fotografo Angelo Antonio Ciuffoli che vuole rendere omaggio alla manifestazione di Artisti in Piazza rievocando in esse il ricordo del cinema felliniano. L´Associazione culturale Ultimo Punto sostiene gli artisti offrendo loro lo spazio espositivo della "Gabbia della Fantasia". Un nome nato dall´ immaginazione straordinaria del poeta Tonino Guerra nel 1997, in occasione della prima mostra di artisti emergenti che venne allestita nelle sale del quattrocentesco palazzo del Bargello e nelle anguste prigioni risalenti al 1200. La bellezza dell´arte che si raccontava in stanze ricche di una storia così intensa, ispirarono al poeta il nome - la Gabbia della Fantasia - che coniuga il luogo all´evento artistico. E´ sentire comune sperare che il Bargello venga al più presto restaurato e che torni ad ospitare l´arte in tutte le sue espressioni. Il teatro Vittoria (1923), recentemente restaurato e restituito alle stagioni teatrali, ospita l´attuale esposizione e permette al visitatore di percorre le antiche e suggestive sale, il foyer e le sale adiacenti al teatro risalenti al `400. Passando dunque tra un saltimbanco e un prestigiatore degli Artisti in Piazza, potrete riscoprire la bellezza dell´arte della fotografia attraverso le immagini proposte in questa esposizione. Cristina Donati
L'esposizione La mostra vuole rendere libero lo spettatore dal cercare una fibra comune alle opere esposte, ogni fotografo, con il proprio patrimonio di cultura e conoscenze propone un frammento della propria esperienza, dando origine ad un incontro a volte difficile ma stimolante e suggestivo. Le fotografie di Angelo Antonio Ciuffoli tutte rigorosamente in bianco e nero, stampate all´argento secondo i canoni della camera oscura tradizionale, raccontano istanti della vita e dello spettacolo degli artisti di strada evidenziando con talento, la capacità di cogliere la poetica "dell´attimo decisivo". La ricerca di relazioni tra paesaggio e ritratto, dove la luce e i segni di entrambi tessono sottili legami, è il tema del lavoro esposto da Federico Tomasini lontano dalla ricerca grafica di Elisa Gardi dove materia e forma si alternano per generare la realtà di ciò che ci circonda. La città è raccontata con sguardi differenti nelle fotografie di Enrico Mambelli, che per mezzo di una sequenza presa in prestito dal linguaggio cinematografico, racconta i luoghi attraverso i gesti delle persone che li vivono; nelle fotografie di Antonio Canè, che apre lo sguardo verso lo sterminato panorama della metropoli e di Alice Ranieri che restringe il campo visivo offrendoci una dimensione urbana attraverso il linguaggio della fotografia d´architettura. Nell´opera di Elisa Liverani i soggetti delle immagini fotografiche e pittoriche nascono da un gesto emozionale, convulsivo ed istantaneo di una mutevole ed estrema speranza: quella di essere assaporati, timidamente spogliati e liberati attraverso l´occhio carnefice dello spettatore. La ricerca nel quotidiano, dalle trasformazioni nelle azioni di ogni giorno, costruite attraverso una sequenza di gesti attenti e precisi che abitano nelle immagini di Brian Braghittoni, all´indagine di Ursula Vasile, che all´interno della propria abitazione è alla scoperta di luoghi dove si celano i pensieri, le parole e le emozioni più profonde; a questi ultimi possiamo contrapporre le fotografie di Agnese Giovanninetti che seguono la costruzione di un´immagine onirica e la ricerca nella memoria di Valentina Graziani. Nelle fotografie di Consuelo Canali c´è la volontà di mostrare allo spettatore le variazioni che possono interessare il soggetto fotografato in una determinata scansione temporale, attraverso un procedimento metodologico definito. L´intento vuole essere quello di mostrare i molteplici risultati ai quali si può arrivare partendo da uno stesso background e dall´uso di uno strumento che per quanto possa essere diventato di comune utilizzo da solo non produce fotografia. Margherita Crociati
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