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| Pennabilli, un nome dal suono scherzoso e
divertente che sembra davvero essere uscito da una
favola: da dove arriva in realtà? Pennabilli è una città medievale, in area marchigiana ma al confine con Romagna e Toscana, nata nel 1350 dalla fusione di due castelli: Penna, che fu culla del leggendario casato dei Malatesta (lo stesso di quel Paolo che con Francesca continua a vivere nei versi della Commedia), fu chiamato così perché costruito su di un appuntito sperone roccioso; Billi prese il nome di una preesistente comunità etrusca, devota al dio del fuoco Bel, o forse stanziata in un luogo aereo, bil. L'abitato si sviluppa in una conca sulla quale incombono due alture rocciose (Rupe e Roccione). Il tempo, che si è portato via le due rocche, ha lasciato alla città un centro storico molto suggestivo e pregevoli opere d'arte quali l'affresco miracoloso della Madonna delle Grazie (metà XV sec.), conservato nell'omonimo santuario, e la Pieve romanica di San Pietro (XII sec.) nella località di Ponte Messa che, tra l'altro, è sede del primo museo italiano di Informatica e Storia del calcolo. A fare da sfondo, il verde e rigoglioso anfiteatro del monte Carpegna e del Fumaiolo, e il largo e sassoso letto del fiume Marecchia cantato anche da Ezra Pound. Ma l'aedo portavoce della valle del piccolo mare (dal latino Marecula) è da alcuni decenni Tonino Guerra, sceneggiatore dei più grandi film di Fellini, Antonioni, Rosi, i Taviani, Anghelopulos e Tarkovskij che, stabilitosi a Pennabilli nel 1989, ha ridato vita non solo al paese ma a tutto il comprensorio, sperimentando con successo l'applicazione della poesia alle cose concrete. Così, fanno compagnia al visitatore che si incammini nel borgo, gli alberelli dai pomi dolci e succosi assaporati dei nostri nonni ed oggi non più coltivati se non da collezionisti, ospitati in un loro giardino-museo (l'Orto dei frutti dimenticati, nel quale crescono tra gli altri l'azzeruolo, il biricoccolo, la ciliegia cuccarina); i sei orologi solari dipinti sugli edifici della Strada delle meridiane, che ci ricordano i diversi modi utilizzati in passato per misurare il tempo; le misteriose presenze scultoree che popolano un prato cinto dalle mura di una casa diroccata e ci attendono per un momento di meditazione (il Santuario dei pensieri). E ancora, allontanandosi di pochi chilometri, a Sant'Agata Feltria è sorta la "Fontana della lentezza" (una lumaca in mosaico percorsa da un rivolo scintillante che scende da una gradinata all'ombra della Rocca Fregoso) mentre un belvedere dal quale affacciarsi sulla valle ricordando con un pensiero Federico Fellini e Giulietta Masina (il Campo dei nomi) è stato realizzato tra i ruderi del vicino castello di Petrella Guidi. Quale migliore ambientazione per una festa dedicata alla fantasia e a tutte le sue innumerevoli manifestazioni? Per altre informazioni su Pennabilli clicca qui. |
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ORARIO AUTOBUS
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