Spettacolo

Data
05/06/2022

Ora
06:00

Durata
2 h 30 min

Luogo
13 - Orto dei Frutti Dimenticati

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Silvio Castiglioni è stato direttore artistico del Festival di Santarcangelo e tra i fondatori del CRT di Milano. Ha collaborato tra gli altri con Raùl Ruiz e la compagnia Lombardi – Tiezzi. Ha creato spettacoli da Zanzotto, D’Arzo, Dostoevskij, Mandel’stam, Manzoni, Nino Pedretti, Lello Baldini. Recentemente ha interpretato Concerto per Jack London, con Fabrizio Bosso alla tromba e Luciano Biondini alla fisa; La lucina, di Antonio Moresco, con G. Galanti, regia di F. Pallara. Celesterosa è un’associazione fondata da S. Castiglioni e G. Galanti che realizza progetti dedicati alla formazione e alle arti sceniche, visive e performative. Dal 2012 è riconosciuta da R. Emilia Romagna.

Abitare la terra è un’azione teatrale itinerante che esplora alcuni aspetti del nostro rapporto col pianeta percorrendone a piedi un piccolo frammento. Nelle soste del cammino – accompagnate da modulazioni della voce – sono evocate azioni riparatrici e magiche, ingenue e prodigiose, variando dall’invettiva alla tragedia, dalla cronaca all’apocalisse, per vie misteriche stregonesche e popolari: mettere a dimora in un bosco una piantina di tiglio per scongiurare l’estinzione di specie; salvare un’amica gravemente malata camminando da Monaco a Parigi; carpire alla pietra il segreto della sua impassibilità; evocare il confine instabile fra mondo dei vivi e mondo dei morti come nei riti funebri dell’antica Corsica.

Abitare la terra incontra i boschi, le radure, i guadi, i precipizi, i ruderi, le Pievi, i cimiteri. Sotto il sole cocente, al chiarore dell’alba o di notte. È un’azione poetica comune. La poesia (il teatro) è un’arte antica e non ha a che fare solo con parole. Ci accompagna dai primordi. Alle origini, prima che fosse codificato il linguaggio, era un insieme di movimento, danza, gesti, emissioni di suoni che creavano un ritmo. Radicandosi al ritmo, seguendolo, i nostri antenati ricostituivano un’armonia dove prima regnava il caos, l’angoscia, il tremore.

Oggi nonostante le tante trasformazioni – dall’oralità alla scrittura, dal corpo alla pagina, o allo schermo – e le profonde mutazioni vissute dall’uomo, la poesia (il teatro), in tutte le sue forme, continua ad avere la stessa funzione per cui è nata: quella di donarci una possibilità di salvezza – una salvezza precaria, che dobbiamo ritrovare ogni volta. Pensiamo a una salvezza quotidiana, a quel piccolo nucleo di bene a cui possiamo attingere ogni giorno per andare a lavorare, nutrirci, prenderci cura di noi, di chi ci è caro e degli esseri tutti. Come una preghiera, libera da ogni dogma; nel tentativo di ristabilire un legame tra noi e una dimensione altra, non visibile con i soli due occhi che abbiamo tra le tempie.

Indicazioni per la partecipazione
Per gruppi di 30 spettatori max, che accettano la disciplina del silenzio. I partecipanti sono pregati di spegnere il cellulare, non fotografare e non parlare per tutto il percorso. Procedere con cautela, come un animale a caccia, o che tema di essere cacciato, prestando attenzione all’ambiente e ai suoi abitanti. Percorso accessibile a tutti. Si raccomandano buone scarpe, abbigliamento comodo e scorta d’acqua.
Durata: da due a tre ore, soste incluse.

 

Crediti
Liberamente ispirato a opere di Werner Herzog, Antonio Moresco, W. G. Sebald, W. Szymborska, Gilles Clement, Giorgio Caproni, Andrea Zanzotto, Nino Pedretti, R. Powers, G. I. Gurdjieff.
Drammaturgia e interpretazione Silvio Castiglioni
Installazioni Georgia Galanti
Una produzione Celesterosa, in collaborazione con Lupus in fabula e con il contributo di R. Emilia Romagna

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